Russia: Il fronte unito dei social media contro la censura

L’idea è suggestiva: un fronte unito dei social contro la censura di Mosca.

Più o meno questo sta accadendo rispetto al tentativo delle istituzioni sovietiche di applicare una politica censoria a determinati contenuti.

Il prossimo mese in Russia ci sarà una manifestazione a sostegno di Alexei Navalny, leader dell’opposizione, attualmente agli arresti, per il quale si sta mobilitando una larga platea di sostenitori, che servendosi della rete sta diffondendo informazione e comunicazioni in merito alla lotta politica e alla manifestazione stessa.

alexei navalny su twitter

(source: http://twitter.com/navalny)

La censura russa non si è fatta attendere. Ben presto sono giunte richieste alle principali piattaforme social, Vkontake, Facebook, Twitter e Google, per provvedere all’eliminazione dei contenuti indigesti a chi governa attualmente le istituzioni.

Non si tratta del primo caso, anche nel recente periodo di conflitti interni in terra di Turchia, Twitter e Youtube avevano dovuto far fronte a tentativi di censura, salvo poi essere totalmente bloccati nelle regioni interessate.

I social, integrandosi ormai a pieno titolo nel sistema dei canali di informazione, pare abbiano scelto la via della salvaguardia del pluralismo informativo, reagendo alla richiesta nelle modalità che seguono.

Partendo da Vkontakte, il social più popolare di Russia, netto è stato il rifiuto di provvedere a qualunque cancellazione, annunciando come motivazione ufficiale la necessità di non cedere vantaggio competitivo ai social concorrenti esteri.

Facebook avrebbe inizialmente provveduto alla cancellazione di un evento, salvo poi vedere lo stesso rigenerarsi con numeri ben più consistenti e per il quale sono state rifiutate tutte le successive richieste di rimozione.

evento facebook oggetto di censura pro navalny

Probabilmente è stata la cancellazione stessa ad innescare l’hype e chissà che non sia stata un’operazione voluta…

Più la censura stringe, più il movimento aumenta in numeri e risonanza. Facebook non si lascerà sfuggire questa occasione, mentre pare che i tentativi di censura continuino a moltiplicarsi.

Al muro contro muro di Facebook segue una politica meno irruenta di Twitter.

Ricevuta un’informativa inerente la legge federale russa, che disponeva l’eliminazione di tutti i tweet che promuovevano la manifestazione, Twitter ha annunciato di non aver provveduto ad alcuna censura o eliminazione di contenuti, ma di aver trasferito l’informativa stessa agli utenti interessati dal provvedimento.

Ancora diversa la posizione di Google, che ha finora solo annunciato che provvederà all’eliminazione, per gli utenti russi, di un video attualmente ancora su Youtube, salvo poi non informare delle modalità con cui questa avverrà.

Le richieste di censura sono suffragate da una legge nazionale che prevede la possibilità di procedere all’eliminazione di contenuti sovversivi o inneggianti a manifestazioni non riconosciute dalle autorità. Addirittura in Russia è obbligatorio registrare il proprio blog se questo può contare più di tremila visite giornaliere.

Questi ed altri dettagli nell’articolo del Wall Street Journal.

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